La Mano Sulla Roccia PDF Stampa E-mail
Nasce in Campania Il primo Centro Benessere per lo Spirito Il 4 giugno 2006 si è inaugurata finalmente, nella parte più antica della Campania, l'associazione internazionale LA MANO SULLA ROCCIA. Si tratta di  un borgo nato  dall’ amorevole fatica che Antonio Maione ed  una schiera di persone hanno profuso in questo luogo  nel corso di un decennio per rendere  un gruppo di casupole rurali, un villaggio  accogliente immerso in una fertile natura. Il centro sorge in località Rocca Vecchia di Pratella, un altopiano antichissimo situato tra Venafro ed Alife, nel tratto che Cicerone definì celeberrimo per la feracità della pianura,  densamente abitato già in età sannitica. All’altopiano  fu dato il nome di Rocca Vetus dopo che gli abitanti,  abbandonato l’insediamento sommitale in età normanna, migrarono verso le pendici e si stabilirono nel luogo che diverrà la città  di   Pratella o Pratilla, elevata a rango di urbe iuxta per la presenza di un numero adeguato di porte  nella cinta muraria.  L’eccellente difesa naturale costituita dalla presenza di gruppi montuosi, unita alla posizione dominante ha determinato la secolare vocazione all’insediamento umano di questa zona,  frequentata già nel Paleolitico Superiore: gli scavi archeologici che da tempo interessano  vaste zone circostanti hanno portato alla luce le prime orme umane, risalenti a  385.000 anni fa. Da questo luogo ebbe praticamente inizio la storia del mondo. Questa è una delle tante suggestioni , persino profetiche, evocate da questo luogo. Un’altra è data dal fatto che la cinta muraria risalente al IV sec. Avanti Cristo includeva non solo l’abitato, ma anche i terreni a coltura agricola ed a pascolo che ne dipendevano. Così, nei momenti di pericolo, confluivano nelle mura, per trovarvi difesa, anche i contadini ed i pastori con gli armenti;  insomma l’intera comunità vi si rifugiava per sottrarsi ai romani che  volevano  sottometterla. Prova dell’importanza eccezionale del centro di Rocca Vecchia, ed altra suggestione, è che  ad esso convergono larghi sentieri importanti che innervavano il territorio circostante,  data la presenza di un teatro di tipo greco usato anche come luogo di assemblea, l’unico così dotato nell’intera area sannitica. La Rocca Vecchia è oggi Roccia Nuova: la comunità di Antonio ha  ‘messo mano’ sulla  roccia vecchia per rinnovarla, come Simone che diventa Pietro per  edificare la novella roccia “ tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa …” (Mt, 16,21) L’uomo è roccia  nuova se ha coerenza e fede con le quali ha la possibilità di  saldarsi sulla vecchia roccia per diventare roccia nuova . L’uomo nuovo è l’uomo libero, autentico, colui nel quale si opera la sintesi tra essere, essere vero ed essere libero: “ La verità vi farà liberi…” (Gv 8,32). Nella libertà c’è l’espressione piena del sé  e quindi la vita. Se non si è, si è un altro e dunque non si è affatto. Nella casa dove ora sorge La Mano Sulla Roccia, una volta si faceva il sale. “ Voi siete il sale del mondo…” (Mt 5,13 ) L’uomo libero, quindi vero, dà sapore alla vita perché la vive nella sua pienezza. Altra magia  che caratterizza il posto riguarda la suggestiva ipotesi  circa l’ identità del luogo e che riguarda la leggendaria città chiamata Sperlonga , di cui si ignora il sito, ma si sa che fu  ricchissima, splendida e potente finche non fu distrutta dai romani, il cui nome è l’esito del latino spelonca, cioè grotta, caverna.
 
La Mano Sulla Roccia